L’invidia di Velázquez

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Il commissario capo dell’Esquilino Flavio Bertone indaga sull’omicidio di un professore di Estetica. Gli indizi portano a far credere che l’assassino sia l’attore Diego Ribonskij, amante del professore. Ma il commissario non è affatto convinto della colpevolezza di Ribonskij e sfidando le ire del questore e del magistrato, inizia una sua personalissima indagine che lo porterà a vagare per la Spagna alle prese con un mistero più grande di lui e che affonda le radici nell’interpretazione del famoso quadro di Velázquez Las Meninas.
Un giallo nel quale sono coinvolti Velázquez, Picasso, Foucault e un’affascinante professoressa di storia dell’arte di Madrid.

Scheda del libro
Versione spagnola: La envidia de Velázquez

Dal CORRIERE della SERA – 27 novembre 2008


STORIE UN VELÁZQUEZ IMMAGINARIO

Parodia d’arte e delitti intorno a “Las Meninas”

“Las Meninas”, capolavoro dell’arte e rompicapo della critica dipinto da Velázquez nel 1656, nasconde la mappa d’un tesoro? A ipotizzarlo, in obbedienza a una bizzarra trama romanzesca, sono i personaggi di questo divertimento in giallo. L’autore, imprestato alla letteratura dal teatro e dal cinema (lo si vedrà presto in tv protagonista d’una fiction), precisa di essersi preso “un gran numero di libertà” riscrivendo un capitolo della storia dell’arte. I fatti? Un professore di estetica, tale Natoli, viene assassinato nel suo appartamento a due passi dal civico 219 di via Merulana, quello descritto nel Pasticciaccio gaddiano. Pura coincidenza? Difficile crederlo. Accorre il commissario Bertone, idealista e cornuto. C’è chi, fra le alte sfere, vorrebbe liquidare l’omicidio Natoli come una “brutta storia de ricchione!”. Il colpevole sarebbe (ma è troppo facile) Diego Ribonskij, legato sentimentalmente all’ucciso. Muore anche lui, però. Bertone sfida allora i suoi superiori. Incoraggiato dai fumi d’un vinello bianco e beverino lascia la pista passionale e affronta quella accademica. Scopre così che Natoli studiava da anni, con passione morbosa, “Las Meninas”. Le sue teorie l’avevano condotto a conclusioni molto pericolose. C’è di mezzo una cripta, nel sottosuolo di Siviglia. Così in Spagna, nel mentre scopre trame occulte, Bertone incontrerà la felicità e i fianchi d’una quarantenne da capogiro. Si tratta d’un gioco più che d’un romanzo. L’autore vi si esibisce in una maliziosa parodia di vari generi letterari, dal saggio al racconto poliziesco.

Antonio Debenedetti